Fu una guerra immane combattuta da masse di uomini e macchine moderne la Prima guerra mondiale; ma fu anche una guerra combattuta con le parole, con gli slogan della propaganda, e soprattutto con le immagini. Migliaia le riviste e giornali, stampati su tutti i fronti e in tutte le lingue, pubblicazioni ufficiali e anche ciò che nelle trincee, con l’uso del “velocigrafo” producevano coloro che quel conflitto lo vivevano sulla propria pelle, e che grazie alle parole, alla carta e al disegno non solo occupavano il tempo, ma esorcizzavano paure e sconforto. Monitorate dal “Servizio Propaganda” istituito dopo la sconfitta di Caporetto le cosiddette “riviste di trincea”, stampate per e dai soldati, divennero veicolo principale di sostegno e distrazione. Una vera e propria “offensiva di carta” realizzata a suon di proclami, di incitamenti, di esempi edificanti, ma anche di vignette, tavole, illustrazioni a tutta pagina e testi, ideati da alcuni di quelli che sarebbero diventati, subito dopo la guerra, scrittori, giornalisti, editorialisti, illustratori e artisti di primo livello. Il saggio propone una analisi del tutto inedita su materiali testuali e figurativi sconosciuti e su quella breve ma fondamentale “palestra” formativa

90. “Dall'aspetto molto singolare”. Soldati, artisti, illustratori nelle riviste di trincea della Prima guerra mondiale. Una comunicazione per immagini tra evasione, propaganda e sperimentazione figurativa

Villari A
2017-01-01

Abstract

Fu una guerra immane combattuta da masse di uomini e macchine moderne la Prima guerra mondiale; ma fu anche una guerra combattuta con le parole, con gli slogan della propaganda, e soprattutto con le immagini. Migliaia le riviste e giornali, stampati su tutti i fronti e in tutte le lingue, pubblicazioni ufficiali e anche ciò che nelle trincee, con l’uso del “velocigrafo” producevano coloro che quel conflitto lo vivevano sulla propria pelle, e che grazie alle parole, alla carta e al disegno non solo occupavano il tempo, ma esorcizzavano paure e sconforto. Monitorate dal “Servizio Propaganda” istituito dopo la sconfitta di Caporetto le cosiddette “riviste di trincea”, stampate per e dai soldati, divennero veicolo principale di sostegno e distrazione. Una vera e propria “offensiva di carta” realizzata a suon di proclami, di incitamenti, di esempi edificanti, ma anche di vignette, tavole, illustrazioni a tutta pagina e testi, ideati da alcuni di quelli che sarebbero diventati, subito dopo la guerra, scrittori, giornalisti, editorialisti, illustratori e artisti di primo livello. Il saggio propone una analisi del tutto inedita su materiali testuali e figurativi sconosciuti e su quella breve ma fondamentale “palestra” formativa
2017
8836638104
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